Poco dopo il 25° anniversario della morte di Sonny Boy Williamson, la rivista Il Blues - allora ancora in formato cartaceo - pubblicò un interessante articolo con biografia dell'armonicista di Glendora. Erano i tempi pionieristici, in cui non era facile reperire notizie, date e informazioni, e l'unica fonte di studio era rappresentata da rari libri - spesso in lingua inglese - e dalle copertine dei dischi. A sopperire alle lacune musicali di un Paese in cui il Blues era ancora musica di nicchia, ci pensava la passione.
Ora sono trascorsi altri 25 anni da quella pubblicazione e oggi, dopo aver celebrato il 50° anniversario della scomparsa di Alek "Rice" Miller, su questo blog basterebbe una manciata di link per ripercorrere in maniera più che esauriente la sua vita; ma queste pagine, ancora attualissime, rappresentano anche un capitolo fondamentale della storia del Blues e dell'armonica in Italia. Vale dunque sicuramente le pena di rileggerle, non senza un pizzico di nostalgia per i tempi in cui il fruscio delle pagine di una rivista si accompagnava al sottofondo crepitante della puntina che scorreva sui solchi nel vinile.
Ora sono trascorsi altri 25 anni da quella pubblicazione e oggi, dopo aver celebrato il 50° anniversario della scomparsa di Alek "Rice" Miller, su questo blog basterebbe una manciata di link per ripercorrere in maniera più che esauriente la sua vita; ma queste pagine, ancora attualissime, rappresentano anche un capitolo fondamentale della storia del Blues e dell'armonica in Italia. Vale dunque sicuramente le pena di rileggerle, non senza un pizzico di nostalgia per i tempi in cui il fruscio delle pagine di una rivista si accompagnava al sottofondo crepitante della puntina che scorreva sui solchi nel vinile.
Ecco dunque come la figura di Sonny Boy Williamson iniziava a emergere dalle nebbie del Delta del Mississippi, per imporsi pure nel nostro Paese come uno dei musicisti di maggior rilievo nel panorama Blues del secolo scorso.





